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Argmenti di esoterismo

 

Ermete Trismegisto

Il nome 'Ermete Trismegisto' designa l'autore fittizio di una serie di testi di natura molto varia e dedicati a temi che vanno dalle pratiche magiche e astrologiche alle speculazioni filosofiche e teologiche.

Si tratta di testi redatti originariamente in lingua greca e di periodo ellenistico, ma che fanno mostra di una coreografia egiziana antica, poiché pretendono di rivelare la perduta sapienza di quella civiltà, sia essa orientata alla magia, alla religione o alla speculazione filosofica.
A tali documenti ci si riferisce genericamente con l'espressione 'scritti ermetici'.

La figura di Ermete Trismegisto è il frutto di un'elaborata sintesi del dio greco Hermes e dell'egiziano Thoth.

Con l'espressione 'scritti ermetici' si designa un insieme di testi eterogenei e di valore diseguale, accomunati dalla loro attribuzione a Ermete Trismegisto più che da una vera uniformità di dottrine.

Il periodo di composizione dei testi a noi pervenuti si colloca fra il I e il III sec. d.C., ma prima della loro datazione su base filologica operata da Isaac Casaubon (De rebus sacris et ecclesiasticis exercitationes XVI, 1614, Esec. I, 10, p. 70 sgg), si è sempre ritenuto che fossero antichissimi, opera appunto di quell'Ermete Trismegisto contemporaneo o precursore di Mosè, il più grande filosofo e saggio egiziano.

Si è comunemente d'accordo nel distinguere gli scritti ermetici in due generi di lettteratura: uno magico-operativo e uno filosofico - speculativo - teologico.
Quanto questa distinzione sia legittima è questione alquanto controversa, poiché si fonda su una serie di pregiudizi, quali ad esempio la distinzione fra magia e religione o quella fra mentalità logica e prelogica.

Scritti magico-operativi

Astrologia

  • Il più testo astrologico attribuito a Ermete è il Liber Hermetis Trismegisti, traduzione latina di un originale greco risalente probabilmente al III sec. a.C.
  • Vi è poi una serie di Opuscola minori e di vario argomento, descritti in dettaglio in FESTUGIÈRE 1944-54 I, 109-112.
  • Infine rientrano in questo ambito una serie di trattati di "iatromatematica", cioè di medicina astrologica, e di botanica astrologica.

Magia

  • Testo propriamente magico è il Cyranides, scritto in greco e di cui esiste una traduzone latina.
  • Il cosiddetto Libro arcaico, almeno in parte fonte del Cyranides, ma di cui si hanno solo poche testimonianze.
  • Una serie variegata di srittti, ora raccolti nel Corpus dei papiri greci magici, e databili fra II-IV sec. d.C. Alcuni titoli pervenutici sono: Pterix, l'Anello di Hermes, De XV stellis, herbis, lapidibus et figuris.

Alchimia

  • Una serie di frammenti, riportati da vari autori fra cui Zosimo, Sinesio e Olimpiodoro, riconducibili al IV sec. d. C.

Scritti filosofico-speculativo-teologici

  • In questo ambito l'opera principale è il Corpus hermeticum, un'insieme di 17 trattati, di età variabile dal II al III sec. d.C. ma raccolti in tempi successivi; essi sono:
    • I- Discorso di Ermete Trismegisto: Poimandres
    • II - Senza titolo. Il testo pervenutoci sta al posto di un trattato che doveva chiamarsi Discorso universale di Ermete a Tat
    • III - Discorso sacro di Ermete
    • IV - Discorso di Ermete a Tat: il cratere, o la monade
    • V - Discorso di Ermete al figlio Tat: Dio è allo stesso tempo invisibile e il più visibile
    • VI - Il Bene esiste solo in Dio e in nessun altro luogo
    • VII - Il male maggiore fra gli uomini è l'ignoranza di Dio
    • VIII - Niente di ciò che è perisce, bensì sbagliamo a ritenere che i cambiambiamenti siano distruzione e morte
    • IX - L'intellezione e la sensazione
    • X - Discorso di Ermete Trismegisto: la chiave
    • XI - L'intelletto a Ermete
    • XII - Ermete Trismegisto a Tat sull'intelletto comune
    • XIII - Ermete Trismegisto al figlio Tat: discorso segreto sulla montagna, relativo alla rigenerazione e alla regola del silenzio
    • XIV - Lettera di Ermete Trismegiso ad Asclepio: sii saggio
    • XV - Mancante. Nell'edizione di Flussas (1574), questi aveva aggiunto un estratto da Suda ai tre estratti da Stobeo che Turnèbe (1554) aveva posto dopo il XIV facendone un trattato separato, appunto il XV
    • XVI - Asclepio al re Ammone: definizioni
    • XVII - Senza titolo
    • XVIII - Gli impedimenti all'anima prodotti dalle affezioni del corpo
  • L'Asclepius o Sermo perfectus (in greco Logos teleios), traduzione latina di un originale greco perduto (esclusi alcuni passi citati da Lattanzio, Lido e altri autori, o presenti in traduzione copta su testi provenienti dalla biblioteca di Nag Hammadi in Egitto; di esso si parla estesamente in questo lavoro;
  • Frammenti riportati da Stobeo e altri autori pagani e cristiani, in paricolare La pupilla del cosmo;
  • Discorso sull'Ogdoade e l'Enneade, in traduzione copta proveniente dalla biblioteca di Nag Hammadi (MAHÉ 1978-82 I, 88);
  • Definizioni di Ermete Trismegisto ad Asclepio: traduzione armena di originale greco risalente al I sec. d.C. (MAHÉ 1978-82, II, 355-406).

 

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